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il grande "albero genealogico

I Sauropodomorfi rappresentano l'intero lignaggio dei dinosauri erbivori a collo lungo. Questo gruppo include non solo i giganti, ma anche i loro antenati primitivi (spesso chiamati "pro-sauropodi"). All'inizio della loro storia, nel Triassico, molti sauropodomorfi erano piccoli, bipedi e potevano persino integrare la dieta con piccoli animali o insetti. Un esempio celebre è il Plateosaurus: aveva il collo lungo, ma camminava principalmente su due zampe ed era molto più piccolo di un Brachiosauro.

Schede delle specie

Alamosaurus Sanjuanensis

Cretaceo Superiore
Alamosaurus (La Lucertola dell'Ojo Alamo) La Data Card Rapida Specie: Alamosaurus…

Diplodocus

Giurassico Superiore
L'anatomia del Diplodocus era progettata per l'efficienza estrema, plasmata dall'evoluzione per…

Brontosaurus

Giurassico Superiore
L'evoluzione ha scolpito l'anatomia di questo imponente sauropode con un unico obiettivo: sostenere…

Plateosaurus

Triassico Superiore
Il Plateosauro era tra i primi dinosauri ad essere di taglia veramente grande. Era lungo 8 metri.…

Nemegtosaurus mongoliensis

Cretaceo Superiore
Nemegtosaurus: Il Titano dal Muso Lungo   La Data Card Rapida Lunghezza: 12 – 15 metri …

Titanosaurus

Cretaceo Superiore
Immaginate un colosso preistorico capace di far tremare la terra a ogni singolo passo. Il…

Aardonyx

Giurassico Inferire
Il Paradosso Bipede (Arti e Locomozione) Lungo circa sette metri e pesante quanto un furgone…
Bachiosauro si nutre, foresta del Giurassico Superiore

Brachiosaurus

Giurassico Superiore
La Torre Vivente (Postura e Arti) L'anatomia del Brachiosaurus era un capolavoro di ingegneria…

Cosa rende un dinosauro un dinosauro?

Ma chi erano davvero i dinosauri? Dimenticate i mostri lenti e fangosi dei vecchi sussidiari scolastici. La scienza degli ultimi cinquant'anni ha smantellato quel mito. I veri dinosauri erano creature attive, complesse e, per dinamiche evolutive, molto più vicine a noi di quanto le vecchie enciclopedie abbiano mai raccontato.

Dinosauria: la lucertola terribile

Il termine Dinosauria nasce dalla fusione di due radici greche. Deinos (δεινός), che indica potenza, imponenza, qualcosa di fuori dalla norma. E sauros (σαῦρος), lucertola. La lucertola terribile. O, leggendo tra le righe dell'evoluzione, la lucertola meravigliosa.

Richard Owen non coniò il termine alla leggera. Durante la sua relazione alla British Association for the Advancement of Science nel 1842, aveva a disposizione solo le ossa di tre esemplari fossili: l'Iguanodonte, il Megalosaurus e l'Ilaeosaurus. Denti, vertebre, frammenti di arti. Eppure, bastarono per identificare rettili terrestri di stazza inaudita. Brillante scienziato e spietato polemista, Owen usò la parola "terribile" nell'accezione più onesta del termine. L'ironia della storia vuole che oggi i dinosauri non somiglino affatto all'intuizione del loro creatore nomenclaturale.

Oggi Dinosauria definisce un clade scientificamente preciso: un ramo evolutivo che raggruppa un antenato comune e l'intera linea dei suoi discendenti. Non lucertole ipertrofiche, ma un gruppo vertebrato con un'anatomia netta e inconfondibile.

Non tutte le creature giganti del passato erano dinosauri. È il malinteso più radicato nella cultura pop. Il termine è diventato un contenitore per qualsiasi bestia preistorica, ma l'albero filogenetico parla chiaro. Gli Ittiosauri, macchine da caccia marine simili a delfini, non erano dinosauri.

La regola visiva: se viveva in acqua o volava con membrane di pelle, quasi certamente non era un dinosauro. I dinosauri erano animali terrestri. Il vero marchio di fabbrica, però, è invisibile dall'esterno. Si trova nel bacino. I dinosauri possedevano un acetabolo — la cavità dell'anca — completamente aperto. Questa fessura permetteva alle zampe di posizionarsi in verticale sotto il corpo, esattamente come nei mammiferi. Niente posture larghe e striscianti da coccodrillo. La postura eretta ha stravolto la biomeccanica terrestre: camminavano e correvano triturando distanze con un'efficienza letale. A questo si sommano tre o più vertebre sacrali fuse, specifiche creste femorali e omeri modificati. Dettagli millimetrici che permettono ai paleontologi di estrarre la verità da un frammento di roccia.